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Dopo 46 anni Ultimo tango a Parigi, il capolavoro di Bernardo Bertolucci  torna nelle sale  dal 21 al 23 maggio


 
Kevin Spacey
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Dopo 46 anni Ultimo tango a Parigi, il capolavoro di Bernardo Bertolucci  torna nelle sale  dal 21 al 23 maggio. Sarà distribuito in 120 copie, una delle quali nella versione originale, mai circolata in Italia. Lo ha annunciato lo stesso Bertolucci  al Bif&st di Bari per assistere all'anteprima internazionale al Teatro Petruzzelli, della versione restaurata del suo capolavoro. 

Nel corso dell'incontro, Bertolucci ha raccontato vari restroscena sul film, considerato all'epoca scandaloso e per il quale il regista, il produttore Alberto Grimaldi e l'attore protagonista Marlon Brando furono condannati a due mesi di carcere, che non scontarono mai in quanto incensurati. "Ma qualche tempo dopo, andando a richiedere il certificato elettorale all'anagrafe, scoprii che tra le pene accessorie c'era anche la sospensione per cinque anni dei diritti civili e che quindi non potevo votare. Questo mi ferì profondamente".


Bertolucci nella conferenza stampa e nella Masterclass ha raccontato, del suo  rapporto  da regista con Marlon Brando: "Scelsi Brando dopo i rifiuti di Jean-Louis Trintignant, che non voleva recitare nudo, di Jean Paul Belmondo che considerava il film pornografico e poi di Alain Delon, che avrebbe accettato solo a costo di esserne anche il produttore, cio' che avrebbe provocato un conflitto di interessi per me inaccettabile. Quando qualcuno, una sera a cena a Piazza Navona, mi fece il nome di Brando trovammo il modo di rintracciarlo e farlo venire per due o tre giorni a Parigi. Il primo incontro avvenne in un hotel - ricorda Bertolucci - io ero molto intimidito da lui ma riuscii a raccontargli la trama in un minuto e mezzo, con il mio inglese allora improbabile. Lui rimase in silenzio, guardando in basso e senza mai alzare gli occhi. Poi mi disse che stava cercando di capire quando avrei finito di muovere il piede per il nervosismo! Gli feci vedere 'Il conformista', gli piacque e mi disse di trascorrere un mese a Los Angeles per discuterne con calma. Quando arrivai in città, mi venne a prendere in albergo e mi porto' a casa sua in Mulholland Drive dove sarei poi tornato tutti i giorni, parlando di tutto tranne che di 'Ultimo tango'. Ma ero contento perche' avevo capito che non c'era pregiudizio da parte sua nei miei confronti e nei confronti del film".

Nell’intervista , Bertolucci ha parlato anche della questione di Kevin Spacey, dichiarandosi allibito per quanto accaduta al grande attore: "Quando ho saputo che Ridley Scott aveva acconsentito a eliminare le scene di 'Tutti i soldi del mondo' nelle quali recitava Kevin Spacey ho mandato un messaggio al montatore Pietro Scalia perche' riferisse a Scott che si doveva vergognare. E subito dopo mi e' venuta la voglia di fare un film con Kevin Spacey!".