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Presentato il nuovo ESPRESSO, al Teatro Argentina, col direttore Marco Damilano, Roberto Saviano e Massimo Cacciari. SarA' in edicola con Repubblica domenica 24

Una serata da grande evento al Teatro Argentina a Roma per festeggiare la nascita del nuovo Espresso, che uscirà da domenica 24 in abbinamento con La repubblica. In un teatro pieno, Marco Damilano,con Marco De Benedetti, presidente di Gedi Gruppo Editoriale, ha salutato il pubblico. "Uscirà domenica - ha detto Damilano - che sarà anche la prima domenica di Carlo Verdelli come nuovo direttore di Repubblica, al quale facciamo tanti auguri e un grande in bocca al lupo. Europa e verità, comincia con questa frase una nuova stagione della nostra vita. Volevamo questo incontro con il pubblico per testimoniare come il nuovo Espresso intenda essere, in linea con la sua storia, un luogo editoriale dove ritrovarsi, un laboratorio, un punto di incontro".
Dopo un intervento dell'attrice Isabella Ragonese che recita un brano della giornalista Anna Politkovskaia, uccisa nell'ottobre 2006 nell'ascensore del palazzo dove abitava a Mosca, che legge: " Vi ricordo signori ufficiali che siete al servizio della società, quindi siate gentili. Non mentite. A me, sulla Cecenia non la date a bere. Io sono nemica delle menzogne. In Cecenia siamo spietati con i nostri nemici. Vi invito a Mosca per una conversazione vera e non virtuale". Marco Damilano ha presentato la nuova linea editoriale del settimanale " Oggi apriamo una nuova fase. Il giornalismo è verità e la verità un percorso. Noi faremo una ricerca della verità, raccontare qualcosa che non si sapeva prima. Noi vogliamo creare un luogo dove confrontarsi, partirò dalla fine, dedicata alle "Storie", ovvero racconti di lettura più lunga e distesa con personaggi, tendenze e luoghi italiani e internazionali" "La sezione centrale si chiamerà "Idee" dove troveranno spazio le battaglie e le polemiche culturali, sarà al centro del giornale perché è una visione del mondo - prosegue Damilano -  si apre con la "Prima pagina" e "La parola della settimana" e poi inchieste e servizi di copertina. La nostra prima copertina sarà dedicata a Matteo Salvini e cosa ha fatto a Mosca il 17 e 18 ottobre". Damilano invita sul palco Lirio Abbate, Vittorio Malaguti, Marcelle Padovani (Nouvel Observateur) e Angela Giuffrida (The Guardian) per un mini talk-show dedicato al giornalismo d'inchiesta e al ruolo della stampa in Europa. "Anche noi faremo la prossima copertina su Salvini - dice Marcelle Padovani - Salvini è la copertina perfetta. Non bisogna mai dimenticare le notizie". 
Dopo un secondo intervento di Isabella Ragonesi che legge un testo di Altiero Spinelli sulla seconda guerra mondiale, è stato proiettato una clip del del film "La paranza dei bambini". Il film tratto sull'omonimo romanzo di Roberto Saviano, diretto da Claudio Giovannesi che ha vinto al Festival di Berlino 2019 L'Orso d'Argento per la migliore sceneggiatura. Subito dopo, tra uno scrosciare di applausi è entrato Roberto Saviano. Il suo discorso è lungo e affronta molteplici argomenti: "La riflessione che voglio fare stasera è sul concetto di verità, parola che va spesa con parsimonia. I miei ragazzini nel film dicono sempre "amò". Ma non è amore. Il concetto di verità oggi è oscuro. E' vero tutto quello che finisce su un tweet, come quando Trump ha twittato "Giornalisti puà". Se l'avesse fatto Bush avrebbe dovuto giustificarsi. Oggi è tutto velocissimo. Il controllo della verità è impossibile. In passato il luogo dell'informazione era il giornale ma nel momento in cui tutto diventa veloce, l'informazione non interessa più. Mi sento inadeguato. Non voglio quel tweet o quelle foto su instagram. Tre sono le accelerazioni che ci stanno distruggendo: il mercato, il clima e la legge di Moore. Il tweet più seguito della campagna americana è stato "Il papa appoggia Trump". Che non era una verità.  Bisogna battersi in velocità e salire sull'hashtag del vincitore. I clic si pesano, non si contano". Dopo l'intervento di Saviano segue quello dello scrittore e saggista spagnolo Javier Cercas, che collabora con El Pais, che sottolinea "Il giornalismo non è morto".

La serata evento si è conclusa con l'intervento di Massimo Cacciari: "Non parlerò di verità ma di Europa. L'Europa dovrà cambiare cambiare nome se non definisce i suoi fini - dice Cacciari - e qual è il suo fine? Deve avere un carattere di universalità, federare gli Stati. Non c'è comunità se non c'è solidarietà. Quale ruolo volete abbia l'Europa? Una missione di questo giornale è far capire la necessità di questa Europa. Bisogna far capire ai cittadini che è per il loro benessere e la loro sicurezza". Tra i presenti: Nicola Piovani, Nichi Vendola, Nicola Fratoianni, Marco Follini.

22.02.2019



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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