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 LA FILMOGRAFIA

       IL SONETTO DEDICATO DA GIGI PROIETTI

Tullio Kezich: Sordi, quella faccia del cinema che nascose se stesso

Alberto Sordi e il segreto della sua solitudine  di Turi Vasile

Addio a un simbolo italiano: Alberto Sordi, un grande del cinema italiano, seguito e amato nell'arco di tutta la sua lunga carriera.
 
Amato dal pubblico di ogni età,in Italia ma anche all'estero. Un attore geniale,una maschera comica e tragica allo stesso tempo, ereditata dal teatro dell'arte.

Alberto Sordi era nato a Roma il 15 giugno 1920, figlio di un direttore d'orchestra e di una insegnante. Fin dall'infanzia per la sua grande predisposizione, iniziò a calcare le scene. Durante le elementari entrò a far parte della compagnia del "Teatro delle marionette".

Ma aveva anche una notevole predisposizione musicale, ed entrò come soprano nel core della Cappella Sistina, fino a quanto la sua voce bianca si trasformò in basso. Ben presto lasciò gli studi all'Istituto Commerciale, ma conseguì ugualmente da privatista,il diploma. Si trasferì a Milano dove tentò di frequentare  l'Accademia dei filodrammatici. Ma per il suo spiccato accento romano, la richiesta non fu accettata. Nel 1999,l'Accademia fece ammenda e gli attribuì un diploma di recitazione honoris causa.

La sua carriera cinematografica ebbe inizio nel 1941 con un ruolo di coprotagonista,accanto a Leonardo Cortese, nel film di Mario Mattoli,      "I tre aquilotti". Contemporaneamente,in quegli anni Sordi fu anche impegnato col teatro, e nel doppiaggio. Doppiò attori come Anthony Quinn, Robert Mitchum, e persino Marcello Mastroianni, nel film "Domenica d'agosto" Nel 1947 iniziò a collaborare con la Radio,in programmi di varietà molto popolari,  Rosso e nero e Oplà, e che erano condotti da Corrado. Indimenticabili i personaggi Mario Pio e il Conte Clario.

   
Fu Roberto Savarese,che nel 1950, gli offrì il primo ruolo di protagonista,nel film "Mamma mia,che impressione". Ma la sua grande opportunità fu l'incontro con Federico Fellini, con il film "Lo sceicco bianco" a cui fece seguito "I vitelloni".  Seguirono "Un giorno in pretura" di Steno, ed è con questo film che nacque il personaggio Nando Meniconi l' "americano" che ritroveremo nel film "Un americano a Roma",dello stesso Steno. Tra il 1954 e il 1959 Alberto Sordi interpreta ben 43 film. Alcuni furono apprezzati anche dai critici più severi. Tra questi citiamo: Il seduttore di Franco Rossi, Un americano a Roma di Steno, Lo scapolo di Antonio Pietrangeli (per il quale riceverà il suo primo "Nastro d'argento come miglior attore protagonista), La grande guerra di Mario Monicelli, I magliari di Rosi e Il vedovo di Dino Risi. Nel 1963 con il film "Il diavolo" gli viene assegnato l'Orso d'oro a Berlino e il Globo d'oro, e la sua notorietà raggiunge gli Stati Uniti. Nel 1965 debutta come regista e dirige Fumo di Londra. Seguirono film di grande successo, "Una vita difficile"," di Dino Risi, ll medico della mutua" di Luigi Zampa e  "Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?", di Ettore Scola.

Alberto Sordi e Vittorio de Sica I vitelloni di Federico Fellini

Alberto Sordi sul set de "I bersaglieri"

di Corrado Prisco

 
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I commenti alla morte di Alberto Sordi
 

Carlo Azeglio Ciampi

''E' stato un grande dolore. Veramente Sordi ha interpretato i sentimenti degli italiani, soprattutto  nei momenti più difficili e duri.  Sordi ha rappresentato i sentimenti degli italiani mentre il Paese si stava sfasciando. Però, nelle sue interpretazioni non c' è mai la rappresentazione dello sfascio senza la speranza. C' è, quindi, una profonda italianità di Sordi.  Una delle ultime volte venne a mostrarmi la riedizione dei suoi film. Ora spero che siano visti anche nelle scuole. Sarebbe un modo di rappresentare visivamente i drammi degli anni Quaranta. Mi riferisco a film come Tutti a casa, ma non solo a quello".

 

Sophia Loren

"La morte di Alberto è una delle cose più tristi della mia vita. Era un grandissimo amico, anche se insieme abbiamo lavorato pochissimo. All'inizio della carriera nel '54 abbiamo girato Due notti con Cleopatra di Mario Mattoli. Poi basta. Avevamo altri progetti, ma non siamo riusciti a realizzarli. Si cerca sempre di fare qualcosa insieme, soprattutto quando c'è la 'chemistry', la sintonia tra due persone. Ultimamente no. Non avevamo fatto progetti: credo che lui fosse piuttosto stanco. Ma non sapevo che stesse male. A volte mi meravigliavo di non avere sue notizie, ma poi la vita va avanti, ognuno è preso dalle sue cose. In fondo Alberto era abbastanza giovane: oggi a 82 anni si è ancora giovani".

Nino Manfredi

''Ci conoscevamo dai tempi di Venezia la luna e tu e abbiamo fatto tanta strada insieme da non saper più se eravamo amici, compagni, oppure una parte indissolubile di quella memoria italiana che per tanti anni si è riconosciuta nella commedia popolare".

Mario Monicelli

 ''E' stato l'attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l'artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana''.

Martin Scorsese

Sono triste e scioccato nell'apprendere della morte di Alberto Sordi. In qualche modo non pensavo fosse mortale.Le sue immagini vanno dal mio cuore alla mia mente,vedo la sua faccia e sento la sua voce in tutti quei meravigliosi ruoli che ha interpretato. Sordi ha catturato come nessun altro quello che significa essere italiano, satirizzando molti tratti nazionali, buoni e cattivi, e così facendo, esorcizzandoli. Uno potrebbe legare insieme tutti i suoi film e tirarne fuori una storia dell'Italia. Era più di un attore. Era una icona nazionale. Porta con sè uno degli ultimi gloriosi ricordi dell'età mitica del cinema italiano.

Valter Veltroni

"Un grande dolore per la città e per tutto il paese. Mancherà un artista che meglio di ogni altro ha saputo interpretare, con intelligenza con amore e partecipazione la pienezza della vita e le contraddizioni della società. A me  mancherà un amico al quale ho imparato a voler bene prima ancora di avere il privilegio di conoscerlo e frequentarlo".

Massimo d'Alema

"Con Alberto Sordi scompare uno dei grandi protagonisti del cinema e della cultura italiana. E' stato la grande 'maschera italiana' del dopoguerra. L'artista che, meglio di tutti, ha incarnato l'ideale dell'italiano medio, le sue debolezze ma anche quel particolare disincanto verso le cose della vita che rappresenta un tratto della nostra storia comune. Per decenni ha raccontato l'Italia, con gli occhi di un grande attore comico che ha saputo farci riflettere sulle nostre fragilità e virtù. Ai familiari, agli amici, ai colleghi che lo hanno conosciuto e stimato vorrei esprimere la solidarietà mia e dei Democratici di Sinistra''.

Francesco Storace

"La scomparsa di Alberto Sordi lascia un vuoto immenso in chi ama la capitale d'Italia. E' stato un campione di quel vivere romano strafottente. Mi piace ricordarne le qualità umane, prima ancora che professionali: avrebbe potuto "vendere" la sua professionalità al mondo pubblicitario, ma non l'ha mai fatto. Ce lo raccontò lo scorso anno, quando sponsorizzò gratuitamente i prodotti della terra del Lazio a Vinitaly su richiesta della Regione. Era una grande persona e così ci piace serbarne la memoria, come autentico interprete del buonsenso popolare"

 

 
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